Alcuni anni prima, don Salvatore aveva iniziato la sua opera pastorale nel “Villaggio Satellite”: un quartiere nato nella periferia di Porto Torres per ospitare le famiglie alluvionate  della zona prossima alla Basilica di S.Gavino.

Giovani famiglie, in prevalenza operai, iniziarono a popolare quella che diventerà la zona a maggior densità abitativa della città. Tanti i bambini e i ragazzi, per i quali don Salvatore, giovane sacerdote, si fece promotore di importanti iniziative di aggregazione: tornei di calcio e olimpiadi. Le feste di carnevale, il cinema parrocchiale, tante altre iniziative educative e di aggregazione proposte dal parroco e dalla comunità parrocchiale hanno contribuito alla crescita di una comunità civile che nei primi anni ha dovuto affrontare importanti problemi: la mancanza di servizi e di un collegamento con il centro della città, solo per citarne alcuni.

Le prime attività si sono svolte con grande entusiasmo, celebrando le prime funzioni religiose e il catechismo dei bambini, in locali di ripiego: scantinati, porticati delle case popolari, piazze del quartiere. Per le prime comunioni (oltre cento bambini per anno) e per le cresime (anche in questo caso oltre cento bambini per anno), la comunità parrocchiale si trovava puntualmente nelle condizioni di “traslocare” in palestre o locali concessi provvisoriamente dall'amministrazione comunale.

In questi primi anni, da ricordare la nascita del gruppo scout Agesci (1979) e della Caritas Parrocchiale (1986) : entrambe le esperienze sono ancora attive in parrocchia. Il 30 giugno 1986, la parrocchia viene riconosciuta Ente Ecclesiastico con personalità giuridica, con decreto di S.E. Mons. Salvatore Isgrò. Il 12 dicembre dello stesso anno, la parrocchia viene riconosciuta civilmente con decreto del Ministero degli Interni.

Poi nel 1993, una grande sala che aveva sembianze di chiesa, dove adesso la Comunità parrocchiale si riunisce per celebrare la propria fede. La Caritas, i catechisti, il coro parrocchiale, i collaboratori che si rendono utili per i tanti lavori di manutenzione della chiesa, il gruppo dei ministranti, gli scout Agesci sono realtà vive e in continua crescita – anche se è ancora molta la strada da percorrere.

In tutti questi anni non è mai morta la speranza di poter realizzare il sogno di una vera chiesa capiente, dignitosa e con un oratorio, che potesse accogliere i bambini, i ragazzi ed giovani dei vari quartieri. Oggi, sostenuti dall’entusiasmo che non è mai venuto meno, quel sogno diventa realtà: grazie all’impegno del parroco e dei suoi collaboratori, in particolare di don Pierangelo Muroni che ha curato, al fianco dei progettisti, tutta la fase di progettazione dell’opera.